Bilancio in chiaroscuro per i consumi generali come dimostrano i dati Istat sulle vendite al dettaglio di novembre. A livello complessivo il commercio registra una variazione del -0,4% su base congiunturale; stazionari a livello mensile i valori del non alimentare che recuperano terreno su base tendenziale +22,6% dato che risente delle forti limitazioni che interessavano le attività commerciali nel novembre dell’anno precedente. Nuovo rallentamento per il settore alimentare con un
-0,9% su base congiunturale.

«Ci lasciamo alle spalle un anno caratterizzato da un andamento altalenante per le vendite al dettaglio – osserva Carlo Alberto Buttarelli, Direttore Relazioni con la Filiera e Ufficio Studi di Federdistribuzione -. Dopo molte settimane in flessione il settore alimentare, con la complicità delle festività, ha registrato un rialzo nella coda dell’anno anche se complessivamente paga un calo dello 0,7% sul 2020. Il non food invece ha ripreso a crescere anche se la spinta non è stata ancora in grado di riportare le vendite sui valori pre-pandemia. Sul fronte saldi il settore si è visto costretto a ridimensionare le aspettative: secondo i primi indicatori, anche a causa della ripresa dei contagi, l’avvio della stagione promozionale ha notevolmente ridotto la sua portata».

«L’evoluzione del quadro pandemico unita alle nuove necessarie misure del Governo per contenere l’emergenza hanno generato nelle famiglie il ritorno di un atteggiamento attendista sui consumi che rischiano un nuovo rallentamento. Riteniamo fondamentale un’attenzione delle istituzioni su questo tema: la crescita dell’inflazione, trainata dall’incremento dei costi dei beni energetici, ha già manifestato i suoi effetti su cittadini e imprese. Occorre evitare che, in questo delicato momento, conseguenze ancor più negative possano frenare i consumi delle famiglie e gli investimenti delle imprese, compromettendo la ripresa economica», conclude Buttarelli.