Stabile la dinamica per la fase di primo accrescimento, mentre continua a scendere la redditività dello svezzamento. Positivi i dati anche per macellazione e stagionatura.

Nel mese di aprile, il prezzo medio mensile dei suinetti da 7 kg è rimasto fermo a 59,85 euro/capo. Dal punto di vista tendenziale, però, la variazione è positiva: +8,8%. Per la successiva fase allevatoriale, invece, le quotazioni dei capi da 30 kg hanno raggiunto i 3,284 euro/kg, con un incremento del 4,7% rispetto al mese precedente; in questo caso la variazione tendenziale è negativa (-9,3%). Passando alla fase di ingrasso sempre nel mese preso in esame, si registra un prezzo medio mensile dei suini da macello pesanti del circuito tutelato in aumento a 1,696 euro/kg: +9,3% la variazione congiunturale e +23% quella tendenziale.

Sul fronte della redditività, anche a causa di queste dinamiche di mercato, in aprile, il dato relativo alla fase di svezzamento è ulteriormente diminuito, sia in termini congiunturali (-3,5%) che tendenziali (-7,5%).

La fase dell’accrescimento ha visto l’indice Crefis di redditività salire solo debolmente (+0,4%) rispetto al mese precedente, mentre il livello di redditività resta molto al di sotto rispetto al 2021 (-24,9%). Infine, la fase di ingrasso ha mostrato un andamento della redditività positivo sia mese su mese che a livello tendenziale, con gli indici Crefis saliti del 6,4% e del 1,8% rispettivamente.

Per ciò che concerne la redditività della tipologia allevatoriale a ciclo chiuso in aprile l’indice Crefis segna una ripresa a livello congiunturale (+3,9%); ma non a livello tendenziale dove la variazione risulta negativa (-7,5%). L’aumento dei prezzi dei suini da macello pesanti ha permesso di mitigare l’effetto sfavorevole dovuto all’incremento dei prezzi delle materie prime per l’alimentazione, che seppur calati nell’ultimo mese, rimangono su livelli decisamente elevati.

Con riferimento al comparto della macellazione, in aprile, i prezzi delle cosce fresche della tipologia pesante destinate a produzioni Dop sono saliti a 5,273 euro/kg, con una variazione positiva rispetto al mese precedente dell’1,6%. Anche il dato tendenziale risulta ampiamente favorevole (+32,3%). Parallelamente, anche le quotazioni dei lombi sono cresciute rispetto al mese precedente: il prezzo del lombo taglio Padova ha raggiunto i 4,750 euro/kg (+16,6% la variazione congiunturale che rappresenta il dato più alto da gennaio 2017), mentre il lombo taglio Bologna ha quotato, sempre ad aprile, 4,188 euro/kg (+6,7% rispetto al mese precedente). Le variazioni tendenziali sono risultate positive per entrambi i prodotti: +36,1% e +40,5%.

Volgendo lo sguardo alla redditività dei macellatori italiani, tuttavia, in aprile si registra una diminuzione a livello congiunturale del 2,5%, soprattutto a causa del prezzo dei suini da macello. Resta però positivo il dato tendenziale: +2,9%.

Per quanto riguarda infine il comparto della stagionatura, il mercato segna ad aprile un incremento generale delle quotazioni: il Prosciutto di Parma stagionato ha raggiunto i 9,913 euro/kg, con un aumento del 3,1% rispetto al mese precedente e del 26,3% rispetto allo stesso periodo del 2021. Così pure sono salite le quotazioni dei prosciutti stagionati non tipici che, sempre ad aprile, hanno mostrato un valore di 6,731 euro/kg: +4,3% la variazione congiunturale; positiva anche la variazione tendenziale pari al 9%.

L’andamento favorevole delle quotazioni dei prosciutti Dop, ad aprile, ha sorretto la redditività di questo prodotto: +3,1% l’indice Crefis a livello congiunturale e +9,2% quello tendenziale. Anche il prodotto stagionato generico della tipologia pesante, nel raffronto mese su mese, ha mostrato una variazione positiva (+0.8%) ma la situazione a livello tendenziale resta molto sfavorevole: -17,3%.

In aprile, quindi, il gap di redditività tra i due prodotti stagionati resta fortemente a favore del prosciutto Dop: +50,7%.